DEON STUDIO
Il Deonstudio nasce nel 2004 a Roma tra i banchi dell’Università di Architettura “Valle Giulia” da una necessità di iniziare a mettere in pratica ciò che stavamo imparando.
Inizialmente rappresenta una sorta di “palestra” che presto si trasforma in un “laboratorio” ovvero uno spazio in cui confrontarsi con le tematiche della progettazione architettonica, uno spazio in cui iniziare a concretizzare le idee e far prendere forma alle nostre conoscenze.

Forse inizialmente era anche una vera e propria “via di fuga” dall’ astrattismo a volte troppo aulico dell’Accademia.
Il nostro prima scopo era quindi quello di cercarci delle “occasioni” per misurarci con la realtà, con le necessità, con le contingenze ed in questo la “strada maestra” era quella di partecipare ai Concorsi di Architettura oltre che portare avanti gli incarichi che nel frattempo iniziavano ad arrivare.
Il Deonstudio nel corso degli anni si struttura molto rapidamente sempre più come una piattaforma aperta e multidisciplinare partecipando in forma individuale ed associata a Concorsi di Progettazione architettonica e urbanistica, nazionali ed internazionali, ottenendo diversi premi ed incarichi.
Il Deonstudio oggi conta tre sedi in Italia: Milano (Rho), Roma e Vicenza, ed una in Israele ad Haifa.

Si occupa di progetti che spaziano dall’ interior e industrial design, a progetti architettonici, confrontandosi con la scala ridotta fino ad allargare il campo d'indagine su scala urbana, sviluppando Masterplan e progetti di trasformazione di intere aree urbane in Italia e all'estero.
Il Deonstudio fa parte della Commissione del Paesaggio del Comune di Rho (Milano), che sta avendo un ruolo fondamentale nel monitoraggio di progetti strategici nel nord ovest dell’ Interland Milanese come ad esempio il progetto di riassetto funzionale dell’ Ex Area Expo uno dei progetti di riconversione urbana più ambiziosi d’Europa (MIND).
Vision
Riteniamo fondamentale saper osservare, ascoltare e quindi recepire di cosa luoghi e committente abbiano bisogno; il progetto per essere riuscito deve essere la migliore risposta a tali “necessità” altrimenti rischia di essere un puro esercizio di stile spesso autoreferenziale.
Priorità e punti fermi.

Seppur la nostra impostazione metodologica sia maturata su una matrice prevalentemente “razionalista” e “funzionalista”, nel nostro lavoro cerchiamo continuamente di stabilire una sovrapposizione tra teoria e pratica dell'architettura senza mai perdere di vista lo scopo principale per cui progettare e costruire debbano sempre essere visti come un campo aperto di sperimentazione variabile, sviluppato in parallelo attraverso ripetute verifiche dinamiche tra concept e costruzione.
Esigenze e rapporto con la committenza
Progettare nuovi spazi significa veicolare percezioni, dinamiche e abitudini di vita dei futuri fruitori, in un certo senso il nuovo spazio andrà a rieducare chi lo abiterà e pertanto dovrà risultare amichevole e collaborativo. Per arrivare a questo
obiettivo è necessario un’elaborazione condivisa e quindi un costante processo di revisione congiunta del progetto in tutte le varie fasi, con continui feed-back tra progettista e committente.
L’ottima riuscita del progetto non può prescindere dall’ottimo rapporto che si è venuto a creare da subito con i committenti, infatti, credo che ne sia direttamente proporzionale.
Per garantire la qualità dell'architettura la committenza svolge un ruolo fondamentale poiché i “desiderata” del cliente sono una delle basi imprescindibili che dovrebbero sempre incarnarsi nel loro futuro “habitat”.
Cerchiamo di fare squadra da subito perché dobbiamo lavorare tutti con il medesimo entusiasmo ed allo stesso scopo per trovare le cosiddette affinità elettive, cercando di far confluire le idee nella direzione che possa non semplicemente accontentarci ma entusiasmarci sempre.

Funzionalità ed estetica
La sinergia tra forma e funzione è alla base del nostro lavoro e della nostra ricerca, in architettura, così come succede in natura, non dovrebbe esserci mai forma ingiustificata, la forma dovrebbe essere espressa volontà d'intenti, di contenuti chiari ed immediati.
Cerchiamo in ogni progetto di fare in modo che la forma e la funzione risultino sempre in perfetto equilibrio, se la forma prevale sulla funzione si rischia di incappare in sterili formalismi, di contro, se è la funzione a prevale sulla forma, questa si traduce in aridi funzionalismi.

Slider